itenfres
  • Home
  • Olio D'oliva
  • L'olio nei proverbi e nelle tradizioni

L’OLIO NEI PROVERBI E NELLE TRADIZIONI POPOLARI

Il terzo proverbio, infine, ribadisce ancora una volta la necessità di una potatura radicale:

Fammi povero di legno / che ti farò ricco d’olio Addirittura qui è la stessa pianta che si rivolge al contadino ordinandogli di togliere quanti più rami possibili e promettendogli un abbondante raccolto.

Quest’ultimo proverbio ci fa capire che le massime che riguardano l’olivicoltura non sono generiche bensì si presentano come precetti e dettami cui non si può disubbidire; né può essere altrimenti per una pianta che grandissima importanza ha avuto nell’economia del mondo contadino. Ma d’altra parte, quasi tutti i proverbi riguardanti i lavori dei campi posseggono questo tono imperativo, in quanto l’agricoltura si basa sui ritmi della natura che non possono essere misconosciuti pena la scarsità del cibo. Anche se l’olivo non esige una cura assidua, tuttavia l’occhio del contadino non lo perde mai di vista e soprattutto sta attento al periodo della fioritura, perché questo influirà poi sulla raccolta.

Così abbiamo diversi proverbi che, in forma e con termini diversi, ribadiscono la stessa cosa: prima fiorisce la pianta e più abbondante sarà il raccolto:

  • a) La gemma dell’ulivo / d’aprile / vale un barile;
  • b) L’ulivo se fiorisce di maggio / [raccogli] col sacco / Se fiorisce di giugno / col pugno;
  • c) Se mignola d’aprile / va col barile Se mignola di maggio / va col saggio Se mignola di giugno / va col pugno.

Così, se la stagione è stata propizia e la fioritura è avvenuta appena finito l’inverno, il contadino potrà vedere le sue piante cariche di frutti e, prevedendo un eccellente raccolto, può manifestare la sua contentezza, perché, come recita il proverbio: quanto più ciondola / più unge, quanto più la pianta è carica, tanto più grande sarà la quantità di olio prodotto. Arriva poi il tempo in cui il frutto comincia a maturare; anche questo importante avvenimento è segnalato da un apposito proverbio: A santa Reparata / ogni oliva inoliata; santa Reparata ricorre l’otto di ottobre, quando, secondo l’esperienza millenaria contadina, le olive cominciano ad essere buone per la spremitura. La raccolta però avviene nei mesi di novembre e di dicembre ed è un lavoro duro, anche perché la temperatura è spesso bassa e quasi sempre tira il vento freddo di tramontana. Si tratta di un lavoro lungo, che occupa molti giorni, perché, è bene ricordarlo anche per altre attività in cui è necessaria la pazienza e la fatica, a chicco a chicco / si raccoglie l’oliva. C’è anche una tecnica per raccogliere le olive, che viene ricordata da un altro proverbio:

Chi vuol vedere il bel coglier l’oliva prima i rami bassi / e poi la cima. E finalmente si portano le olive al frantoio e si assaggia il primo olio sul pane abbrustolito.

Ma sull’uso alimentare dell’olio i proverbi sono pochi e riguardano soprattutto cibi poverissimi, come le erbe, tutte le erbe selvatiche e domestiche, e soprattutto l’insalata. Sale e olio / ogni erba vuole Non sempre l’alimentazione contadina disponeva di cibi proteici e apportatori di calorie; spesso si riusciva a calmare solo i morsi della fame e così anche le erbe, raccolte per campi e per boschi, costituivano il pranzo e la cena. Ma, l’olio, che col sale e l’aceto dava sapore a queste erbe, procurava anche l’acquisizione di grasso e di proteine. Da questo forse dipende l’uso abbondante dell’olio nell’insalata, come suggeriscono, con immagini fantasiose, alcuni proverbi:

  • a) Insalata / ben salata poco aceto e ben oliata;
  • b) Quando condisci l’insalata / col sale vola Coll’olio canta / e coll’aceto vai pianino;
  • c) Nell’insalata: il sale del sapiente L’aceto di un avaro / e l’olio di uno sciupone.

(Pubblicato in Guida al Museo della Grancia di Serre di Rapolano, Protagon, Siena 2001)

StampaEmail